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IL PERCORSO

DELLE TRINCEE

1 ora e 10 minuti

18 minuti

Lunghezza: 4,50 km

Una lunga dorsale costeggia la lunghissima linea delle trincee della Grande Guerra che solcano il lato nord-occidentale della proprietà, dal Monte Cocco, alla quota 281 (Vrh Grize), alla cima Goljak e al monte Jastreb.

Il tracciato incontra anche le grotte della Gavetta e del Pilone, dette anche Karl e Zita, e si chiude tornando al borgo Case Kohisce attraverso sentieri e carrarecce  che attraversano la proprietà in direzione nord-sud.

Le doline, i passaggi tra le rocce e le grotte naturali dell’altopiano carsico si adattarono perfettamente alle necessità della Grande Guerra. In breve tempo furono così costruite trincee, appostamenti e ricoveri per soldati.

Tra l’Ottava e la Decima battaglia dell’Isonzo della prima Guerra Mondiale, l’area fu un baluardo austro-ungarico a difesa di Trieste, e fu inespugnabile per l’esercito italiano. La linea di sbarramento Ermada – Kastagnevizza , con più di 5 Km di sviluppo, si può considerare come la più forte barriera nel settore meridionale dell’altipiano e in quello a mare; era costituita da una trincea con scavo profondo, accompagnata da una linea dei 100 metri quasi ininterrotta. Da qui durante la dodicesima offensiva, le truppe austriache partirono nell’autunno del 1917 determinando la famosa ritirata dell’esercito italiano (Disfatta di Caporetto).

Il Monte Cocco presenta un sistema di bunker parzialmente collegati tra loro da una intricata rete di tunnel: gli spazi, piuttosto angusti, erano costruiti su due piani di cui quello inferiore serviva da posto telefonico e fureria mentre quello superiore, dotato di feritoie verso l’esterno, veniva utilizzato come postazione per gli osservatori.

Le Grotte del Pilone - Karl e della Gavetta - Zita sono due caverne utilizzate dall’esercito austro-ungarico. Al loro interno si trovano svariati ripiani collegati da scale dove i soldati potevano trovare riparo dal pericolo.

Le  Case Kohisce sono un’antica fattoria anticamente posseduta dai signori di Duino, poi trasformata durante la guerra in sede di installazioni militari.